SOCIETA'
1 marzo 2012
Una crisi di sistema che rompe gli schemi
Lucio D'Amico
La Grecia non è dall'altra parte dell'Adriatico, è già qui, a casa nostra. Lo si temeva da tempo. Se fosse scoppiata la "bolla" dell'economia assistita, ci sarebbero state conseguenze devastanti soprattutto in quelle realtà dove le attività produttive sono quasi del tutto inesistenti e si vive soltanto di stipendi pubblici, di servizi connessi alle attività degli enti locali, di prestazioni fornite da ditte a loro volta collegate al Comune o alla Provincia o alle aziende partecipate. E oggi la "bolla" è scoppiata e a Messina stiamo cominciando a toccare con mano cosa significhi la vera emergenza sociale. Non è la singola vertenza che preoccupa, è una crisi di sistema, che sfugge ormai agli stessi poteri e competenze dell'amministratore di turno. Quando per la prima volta nella storia di Palazzo Zanca lo Stato e la Regione non hanno trasferito, o lo hanno fatto con mesi di ritardo, le somme dovute non per opere pubbliche e per infrastrutture, ma per garantire le spese correnti, si può ben comprendere come l'autonomia dell'ente locale non conti più nulla, come la discrezionalità nelle scelte sia un ricordo del passato più o meno recente.
Nelle famiglie messinesi monoreddito, che vivono con 1.200 euro al mese (quando va bene...), il ritardato o mancato pagamento di uno stipendio è un dramma sociale, che comporta una serie di reazioni a catena: l'impossibilità di pagare la rata del mutuo, il pignoramento, la messa in mora, lo sfratto esecutivo, la vergogna nei confronti degli altri componenti del nucleo familiare, il dover dire no alle richieste dei figli, la disperazione che può anche portare a gesti estremi. Le crisi di sistema impongono soluzioni di portata altrettanto ampia e un'assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti in causa. Le accuse, le scuse, le strumentalizzazioni, lasciamole alle scaramucce della campagna elettorale. Oggi va salvata Messina.(
politica interna
6 gennaio 2012
Quando manca dall'acqua..... fino al sale.
L’ultimo giorno dell’anno ho accompagnato il Sindaco nella visita ai detenuti del Carcere di Gazzi. Un’esperienza allucinante! Ho bisogno ancora di qualche settimana prima di appuntare qualche riflessione.
Molto sinteticamente, invece, in considerazione che all’inizio di ogni anno i buoni propositi si sprecano, voglio soffermarmi su alcune idee che si potrebbero realizzare, qualcuna a costo zero, per migliorare la vivibilità della nostra bellissima Città. Ovviamente non penso alle macchinette mangia lattine di Oslo, ai chip conta-rifiuti di Leeuwarden in Olanda, gli orti urbani di Dakar, alla rete dei centri civici di Saragozza, al tetto a giardino del comune di Chicago, o all’ombrellone del viandante della Marina di Pisa.
Da noi, come si dice, manca dall’acqua al sale e, quindi, non occorre molta fantasia per scegliere quattro o cinque idee (niente di originale a scanso di equivoci) da realizzare senza indugio.
1. Incentivare l’uso delle isole ecologiche già esistenti consentendo ai cittadini virtuosi che smaltiscono materiale differenziato di ottenere punti che, accumulati su apposita tessera elettronica, permettono di ottenere a fine anno sconti sulla tassa rifiuti fino al 30%. Sperimentare il porta a porta di prossimità. Realizzare un ‘Rivivaio’ che consentirebbe ai Messinesi di ‘riciclare’ le piante d’appartamento. Lasciare le proprie piante presso i punti di raccolta in città, dove chiunque potrà prenderle gratuitamente.
2. Piantare alberi e sostituire quelli morti. Collocare nuove panchine e ristrutturare quelle vecchie. Censire i pali e riverniciarli. Togliere i cartelli stradali inutili e pericolosi. Ripulire i graffiti. Recuperare, dov’è possibile, il bellissimo pavè coperto dall’asfalto.
3. Visitare la Città con l’ausilio di un audio-guida da distribuire all’ufficio del turismo, ad un costo irrisorio. Un audio-guida con cartina indicante un percorso relativo ai punti e luoghi di maggior interesse storico-culturale della città. Mettere in rete gli oltre 20 musei, conosciuti e non, della Città.
4. Installare bacheche per Libere Affissioni pubbliche (in modo da preservare pali, cartelli stradali, semafori e buche delle lettere dallo stickering e manifesto selvaggio).
5. Prevedere che le insegne, le vetrine dei negozi e le luci degli uffici debbano rimanere spente dalle ore 1.00 alle 06.00.
Nulla di esaustivo (l’elenco potrebbe allungarsi a dismisura) e tutto realizzabile. Occorre solo iniziare…..
www.messina7.it
POLITICA
31 dicembre 2011
Vedremo, diremo, faremo. Altrimenti, le faremo sapere.....
Qualcuno ha notizie del referendum del PD Siciliano sull’opportunità di sostenere il Governo Lombardo? Si potrà dire: ma cosa stai a pensare con tutti i problemi economici e non che angosciano la Sicilia, l’Italia, l’Europa … addirittura l’intero globo. Mi consenta, direbbe il Cavaliere, i principi sono principi e la democrazia interna di un Partito (democratico!?!) non ammette deroghe. Ho postato l’interrogativo su Twitter sperando di ottenere una qualche risposta, un segnale, una data. Ho aspettato qualche giorno, ma niente. Il referendum degli iscritti non interessa a nessuno. La “base”, come si chiamava ai tempi del PCI, può attendere. E lo Statuto? La Commissione regionale e nazionale di garanzia? La questione, direbbe Camilleri, è complessa e deve essere approfondita. Si, dopo due anni di tira e molla, come direbbe Bossi, non si è ancora trovata la “quadra”. Bianco è diventato rosso dalla rabbia. Promette sconquassi ed annuncia azioni eclatanti (!?!). La Finocchiaro, deputata regionale in prestito al Senato, osserva, riflette ed attende. Una storia tutta Siciliana quella del referendum sospeso in attesa del Lombardo quinquies o sexies (sino al decies c’è ancora tempo per i gazebi). Intanto, come ha scritto un acuto osservatore della politica siciliana: “vedremo, faremo, diremo. Altrimenti, le faremo sapere….”.
Ma così dimostriamo di non essere proprio dei democratici? Tranquillo iscritto ed elettore! “Controlleremo, valuteremo, peseremo. In ogni caso non ci smentiremo...
25 dicembre 2011
E' Natale, fermiamoci..... www.messina7.it
Avrei voluto scrivere d'altro! Ma qualche giorno fa, entrando in un bar della Citta', ho notato un cestone di vimini (quello utilizzato in questi giorni per riempirlo di tutte le leccornie natalizie) letteralmente riempito di tagliandi di tutte le lotterie istantanee, come si dice, "in commercio". Incuriosito dall'insolita presentazione del 'prodotto' ho chiesto al titolare del bar il motivo della scelta pubblicitaria, a dir poco insolita. La risposta è stata laconica ma illuminante. "Me li cercano (i tagliandi)! Eccome! Ne vendo sempre di più". Gli italiani come i sudamericani, sempre più poveri ma che tentano di sbancare la lotteria! Alla fine vince sempre lo Stato che fa cassa. Anche questo è un segno dei tempi che cambiano. Ma è Natale, fermiamoci un attimo! Interrompiamo la frenesia o il logorio della vita moderna (ricordate lo slogan pubblicitario del Cynar?). Accantoniamo per qualche giorno i problemi economici e finanziari , tv e giornali permettendo, con cui, quotidianamente, siamo costretti a confrontarci. E' tempo di solidarietà, di riflessione, di buoni sentimenti. I tempi cambiano (non solo il clima e le vecchie buone abitudini) insieme ad una società profondamente mutata, indifferente verso i deboli e profondamente ingiusta. Nuovi costumi s'impongono. Il presepe è soppiantato dall'albero sempre più addobbato e per fortuna sempre più sintetico. Lo zampognaro per le vie della Città rappresenta ormai una rarità, una sorta di extraterrestre. Il pranzo di Natale si è trasformato in una pratica da evadere in fretta. Lo scambio di auguri (al bando la stretta di mano, l'abbraccio) è stato standardizzato con un unico ed identico sms da inviare a tutta la lista di amici e conoscenti memorizzata sul telefonino. Il vecchio biglietto scritto a mano sostituito con coloratissimi cartoncini virtuali inviati per e-mail. La corsa ai regali (compatibilmente con la crisi) sempre più sfrenata. La lista sarebbe lunga, è Natale, fermiamoci un attimo....